Meditazioni
Tratte dal calendario “Parole di Vita”. Buona meditazione.
366 meditazioni — pag. 8/37
05
agosto
2026
NON LASCIARE CHE LA PAURA TI BLOCCHI
Ravviva il dono di Dio che è in te.
(2 Timoteo 1:6)
Non lasciare che la paura nasconda i tuoi talenti e le tue abilità. Un autore cristiano afferma: "Dio si aspetta che utilizziamo al meglio ciò che ci dà, per mantenere i nostri cuori ardenti, crescere nel carattere e ampliare le nostre esperienze". Paolo scrisse ai Filippesi: "Continuate a crescere in conoscenza e comprensione" (Filippesi 1:9). A Timoteo, disse: "Assicurati di usare le capacità che Dio ti ha dato" (I Timoteo 4:14-15). Quando non eserciti i tuoi muscoli, si indeboliscono; lo stesso accade con le capacità divine. Riferendosi al servo che, per paura, nascose il suo talento, Gesù affermò: "Toglietegli il talento e datelo a colui che ha dieci talenti" (Matteo 25:28). Non aver paura. Usa i tuoi doni e abilità; cresceranno attraverso la pratica. Il pieno sviluppo non avviene subito. Con studio, riscontri e impegno, un buon insegnante può diventare grande nel tempo. "Sforzati di presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato" (2 Timoteo 2:15). Sfrutta ogni opportunità per affinare le tue abilità. Ricorda che in cielo serviremo il Signore per sempre, ma ci prepariamo praticando qui, sulla terra, come atleti che si preparano per le Olimpiadi.
Meditazioni precedenti
La sorte mi ha assegnato luoghi deliziosi; una bella eredità mi è toccata.
(Salmo 16:5)
Hai permesso all'invidia di diventare un "baluardo" nella tua vita? Eviti le persone di successo o provi rancore verso di loro? "L'invidia è la carie delle ossa", afferma il Libro dei Proverbi (14:30). In una traduzione moderna: "La gelosia è come un cancro nelle ossa". Se ti accorgi di criticare gli altri e di invidiare ciò che hanno, leggi attentamente: "Io so i pensieri che medito per voi", dice il Signore, "pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza. Voi mi invocherete, verrete a pregarmi e io vi esaudirò" (Geremia 29:11-12). In sostanza, provare invidia significa dire a Dio: "Hai sbagliato a farmi come sono. Voglio essere come lui e avere le sue cose!" No, Dio ha un progetto unico per te. Trasforma l'invidia in stimolo per dare il meglio di te e diventare la persona che Dio intendeva. Se la tua lotta contro l'invidia sembra infinita, leggi ogni giorno questo consiglio: "Il Signore è la mia parte di eredità e il mio calice; tu sostieni ciò che mi è toccato. La sorte mi ha assegnato luoghi deliziosi; una bella eredità mi è toccata! Benedirò il Signore che mi consiglia; anche il mio cuore mi istruisce di notte. Ho sempre posto il Signore davanti ai miei occhi; poiché Egli è alla mia destra, non sarò smosso. Il mio cuore si rallegra e la mia anima esulta; anche la mia carne dimorerà al sicuro" (Salmo 16:5-9).
Passai presso il campo del pigro
(Proverbi 24:30)
C’era una volta un uomo che decise di piantare un pomodoro nel suo giardino. Ogni giorno, lo osservava, aspettando che crescesse rigoglioso. Ma non si preoccupava di annaffiarlo, di proteggerlo dal sole troppo forte o dal freddo della notte. Pensava che, semplicemente lasciandolo lì, avrebbe prodotto il suo frutto. Ma alla fine, il pomodoro non maturò mai. Senza cura e attenzione, la pianta non poteva crescere come sperava. Così come quel pomodoro, anche la nostra vita spirituale, familiare, lavorativa e le nostre amicizie hanno bisogno di essere coltivate. Se vogliamo vedere crescita e avanzamento, non possiamo restare fermi ad aspettare. Se siamo pigri nelle cose che vorremmo migliorare, non saremo mai soddisfatti. Dio ci chiama a uscire dalla pigrizia e a lavorare con impegno, perché solo così possiamo vedere i frutti desiderati. Ogni piccolo sforzo che fai oggi è un passo verso una vita più piena e realizzata. Non avere paura di metterti in gioco! Con costanza e determinazione, vedrai la tua vita trasformarsi in un giardino rigoglioso, pieno di buoni frutti.
Il pigro non ara a causa del freddo
(Proverbi 20:4)
Il pigro trova sempre una scusa per non fare nulla. Non importa se non riesce a tenersi un lavoro, ha sempre una giustificazione pronta: “Ci sono troppe ore da lavorare”, “La paga è troppo bassa”, “Il lavoro è troppo pesante”, “Le persone sono troppo esigenti”, e via dicendo. Se non ti piacciono queste, il pigro ha sempre una nuova scusa. E c’è anche quella del leone: “Il pigro dice: ‘Là fuori c’è un leone; sarò ucciso per la strada’” (Proverbi 22:13). Thomas Edison, l’esempio di un uomo che ha lavorato instancabilmente, ha detto: “La maggior parte delle persone manca le opportunità perché queste si presentano in tuta da lavoro e sembrano lavoro”. Il pigro non si ferma mai davanti a una sola scusa. È troppo caldo, troppo freddo, troppo umido o troppo secco per fare qualsiasi cosa. “Il pigro non ara a causa del freddo.” Ma il danno del pigro non si limita a lui stesso. Salomone scrive: “Colui che è sfaticato nel suo lavoro è fratello di colui che distrugge” (Proverbi 18:9). Chuck Swindoll ha detto: “La parola ‘distrugge’ è pesante di responsabilità. Un dipendente pigro non solo ostacola un’impresa, ma ne distrugge anche la motivazione e l’entusiasmo. Un giocatore pigro non solo indebolisce la squadra, ma ne distrugge lo spirito e la voglia di vincere. Un pastore pigro non solo limita la chiesa, ma spegne anche la passione di raggiungere le anime e rispondere ai bisogni.” In breve, tutti devono fare di più per compensare l’impatto negativo del pigro. Perciò, la parola per te oggi è chiara: non essere pigro!
Fino a quando, o pigro, te ne starai coricato?
(Proverbi 6:9)
Il pigro è una persona che rimanda sempre a domani ciò che potrebbe fare oggi, e domani non farà mai ciò che potrebbe rimandare all’infinito. Il suo giorno ideale per lavorare è sempre il domani. Ecco perché il Signore ci chiede: “Fino a quando, o pigro, te ne starai coricato?” Quando c’è lavoro da fare e qualcuno è capace di farlo, ma non si decide mai a iniziare, potrebbe trattarsi di una persona pigra. Ti troverai a chiedere: “Quanto tempo deve passare prima che inizi a lavorare?” oppure “Quando hai intenzione di cercare altro da fare?” Si racconta di uno studente universitario che non riusciva a decidere se studiare o no. Così, lanciò una moneta e, mentre era in aria, disse: “Testa, vado al cinema; croce, guardo la TV. Se rimane in equilibrio, allora studio!” Alcuni sono così pigri che nemmeno lanciano la moneta! Il pigro cerca sempre di “trovare il tempo per fare qualcosa”, ma in realtà non trova mai il tempo per “trovare il tempo”. Genitore, insegna ai tuoi figli che il momento in cui devono iniziare a fare qualcosa è tanto importante quanto il momento in cui devono finirla. La risposta preferita dei bambini a una richiesta è sempre: “Tra un minuto”. Non accettarla, perché le conseguenze potrebbero durare a lungo. Insegna loro che “ora” significa “proprio in questo momento”, e che “finire” significa che non si riaccenderà la TV finché il lavoro non sarà stato completato. Questa è una verità fondamentale: “Quando fai quello che devi fare, nel momento in cui lo devi fare, allora potrai fare ciò che vuoi fare, quando vuoi farlo.”
“Va’, pigro, alla formica!”
(Proverbi 6:6)
Cos’è davvero un pigro? Robert Hicks lo descrive così: “Pensare di avere diritto a qualcosa senza essere disposti a lavorare per ottenerla ci rende una società di pigri.” E sai qual è il problema? Un pigro non ammetterà mai di esserlo. “Il pigro si crede più saggio di sette uomini che danno risposte sensate” (Proverbi 26:16). Anche se sette persone sagge gli facessero notare la sua pigrizia, lui si sentirebbe comunque più intelligente di loro. Le sue frasi preferite? “Un giorno…” “Un giorno avrò successo.” “Un giorno aprirò la mia azienda.” “Un giorno farò grandi cose…” Ma quel giorno non arriva mai, perché ha sempre una scusa pronta per rimandare. Salomone dice: “La via del pigro è come una siepe di spine, ma il sentiero degli uomini retti è piano” (Proverbi 15:19). Il pigro non vede opportunità, vede solo ostacoli. Davanti a lui non c’è una strada da percorrere, ma un campo pieno di rovi. Benjamin Franklin aveva ragione quando disse: “Non ho mai conosciuto qualcuno bravo a trovare scuse che fosse altrettanto bravo a fare qualcos’altro.” In poche parole: chi è pigro preferisce trovare giustificazioni anziché darsi da fare. La parola per te oggi è chiara: smetti di rimandare, agisci!
Il Signore è per me; io non temerò
(Salmo 118:6)
Avrai sempre a che fare con la paura in una forma o nell’altra. E le tue paure saranno diverse nelle diverse stagioni della vita. Una volta accettata questa premessa, puoi fare progressi. Ad esempio, Giulio Cesare conquistò il mondo, ma era terrorizzato dai tuoni. Pietro il Grande di Russia piangeva come un bambino quando doveva attraversare i ponti. Il famoso scrittore britannico Samuel Johnson non entrava in una stanza col piede sinistro. Se accidentalmente accadeva, faceva marcia Indietro e rientrava col destro. Se ti lasci controllare dalla paura, essa ti impedirà di vivere con pienezza. La paura genera inattività, l’inattività provoca mancanza di esperienza, la mancanza di esperienza genera ignoranza e l’ignoranza genera paura. E un ciclo e, se ne sei prigioniero, ci sono alcune Scritture che possono aiutarti: 1. “A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace, la pace, perché in te confida” (Isaia 26: 3). 2. “Vi lascio pace; vi do la mia pace, lo non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti” (Giovanni 14:27). 3. “Quando il Signore gradisce le vie di un uomo, riconcilia con lui anche i suoi nemici “ (Proverbi 16: 7). 4. “In Dio confido, e non temerò; che può mi può fare il mortale?” (Salmo 56: 4). 5. “Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d’amore, e di autocontrollo” (2 Timoteo 1:7). Personalizza queste Scritture in preghiera, resta saldo su di esse e non cedere alla paura.
Avvicinatevi a Dio, ed Egli si avvicinerà a voi...
(Giacomo 4:8)
L’autore Reimar Schultze scrive: “Nessun può diventare molto simile a Dio, realizzare molto per Dio, essere intimo con Dio, essere usato molto da Dio, a meno che non abbia imparato a stare molto solo con Dio... e che classe troverai! Non sarai la fotocopia di un altro cristiano, perché non ci sarà nessuno in classe, solo tu e Dio. In chiesa puoi dire: “Questo non è per me; forse sarà per qualcun altro”... In quella classe invece, il tempo serve per venire incontro ai tuoi particolari bisogni, prepararti per la tua chiamata personale... metterti a punto... togliere le zavorre... e modellarti a Sua immagine. Dio inizierà con lo scalpello, ma in seguito basterà solo della carta vetrata...Gesù disse: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono" (Giovanni 10:27). Egli non solo ti insegnerà ad ascoltare la Sua voce... ti mostrerà anche che cosa ti ostacola nell’ascolto. Ti insegnerà con la stessa velocità con cui ti arrendi a Lui, ma abbastanza lentamente da non perdere nemmeno una lezione. Ti insegnerà che cosa significa essere aggiogati a Lui, camminare al Suo passo e coi Suoi tempi. Di certo Satana ti combatterà ad ogni passo. Ti darà la razionalità e la religiosità come scuse per ritardare (ma non devi agire basandoti su esse). Resistigli! è bugiardo e ingannatore. Trascurare Dio comporta delle conseguenze. Alcuni hanno perso figli e nipoti nel mondo, hanno sopportato avversità, delusioni, crisi finanziarie e divorzi... Per alcuni di noi la vita ruota intorno all’idea di farsi strada, invece di ruotare intorno a Dio... Pentiti e comincia a fare ciò che è giusto: non lo rimpiangerai!”
Grande pace hanno quelli che amano la tua legge e non c’è nulla che possa farli cadere...
(Salmo 119:165)
Ti arrabbi facilmente? Anche per le piccole cose? Passa più tempo pregando e leggendo la Bibbia. Il seguente articolo apparve su un giornale: “Una donna ha occupato il mio posto in chiesa. È una buona amica, molto gentile, in realtà. Posso sedermi ovunque; non è poi una cosa così importante. Il mio posto è sulla destra, appena entri in chiesa. Posso appoggiare il braccio al fondo. È un buon posto, ma non solleverei un polverone per un posto... non porterei rancore. In realtà, è stato tre mesi fa che lo ha fatto e non so proprio perché. Non le ho mai fatto qualcosa... non le ho mai preso il posto, io. Suppongo che dovrò venire un’ora prima per prendermi il mio posto. Lo ha preso perché è uno dei migliori posti dell’edificio. Non aveva nessuna ragione per prenderlo... e non andrò in chiesa due ore prima per prendermi ciò che in realtà è mio. È così che iniziano le ingiustizie sociali: persone prevaricatrici che prendono il posto di qualcun altro. È il modo in cui i semi della rivoluzione vengono seminati. Una persona può sopportare solo fino a un certo punto. Come andremo a finire? Se qualcuno non si ribella e si fa rispettare, non sarà salvo il posto di nessuno. Le persone si siederanno ovunque vorranno e, la prossima volta, mi prenderanno anche il posto del parcheggio. L’ordine delle cose sarà sconvolto!” Noi sorridiamo, ma è sorprendente come perdiamo facilmente le staffe quando le nostre abitudini vengono disturbate. Sai perché la vita cristiana è descritta come "l’alta vocazione” (Filippesi 3:14)? Perché significa prendere la strada più alta e servire gli altri, piuttosto che prendere la strada in basso e mettere noi stessi al primo posto.
“Egli separerà gli uni dagli altri”
(Matteo 25:32)
Gesù ci insegna che alla fine ci sarà una separazione, una separazione che distinguerà i salvati dai perduti, le pecore dai capri. Oggi, forse, non è sempre facile vedere questa divisione, ma quando saremo davanti a Dio, ogni oscurità sarà dissipata dalla Sua luce. In quel momento, le vere intenzioni e le opere di ciascuno saranno chiaramente visibili, e il nostro cuore sarà rivelato. La differenza tra chi è salvato e chi è perduto non dipende dalla nostra perfezione religiosa, ma dalla fede viva che riponiamo in Cristo Gesù. La Bibbia ci ricorda in Efesini 2:8: “Poiché per grazia siete salvati mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio.” Gesù stesso ci dice che questa fede si riconosce dall’amore che riversiamo nel mondo, come se lo stessimo facendo per Lui. Come ci insegna Matteo 25:40: “In quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me.” La fede che ci salva non è mai da sola: si esprime attraverso le opere di carità e amore che compiamo. Quando viviamo per Cristo, la nostra fede prende forma nei frutti che portiamo, e questi frutti sono segno che siamo figli di Dio. Oggi, ti invito a mantenere viva e ardente la tua fede in Cristo, affinché la tua vita possa crescere come un albero forte, che porta frutti di amore, compassione e speranza in un mondo che ha tanto bisogno di luce. Se il tuo albero rimarrà fruttuoso fino alla fine, vuol dire che hai riservato la tua speranza in Cristo, e allora sarai contato tra i salvati, accolto nella Sua gloria eterna.