Meditazioni
Tratte dal calendario “Parole di Vita”. Buona meditazione.
366 meditazioni — pag. 5/37
27
maggio
2026
INVECE DI PREOCCUPARTI, PREGA
“Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche.”
(Filippesi 4:6)
Un insegnante della Bibbia scrive: “Oggi le pressioni della vita ci hanno intrappolati in uno dei peccati più accettati, ma anche più logoranti: l’ansia. Probabilmente ti svegli al mattino, ti alzi dal letto e, prima ancora di fare qualsiasi cosa, ti carichi sulle spalle quello zaino pesante fatto di preoccupazioni. Non hai ancora rivolto una preghiera a Dio, ma hai già addosso il peso dell’ansia. Che pessima abitudine! Marta viveva la stessa frenesia. Presa dai suoi impegni, correva avanti e indietro, convinta che tutto dipendesse da lei. Ma Gesù le disse: “Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma una sola cosa è necessaria.” (Luca 10:41-42). Quante volte siamo come Marta? Ci affanniamo, ci riempiamo di pensieri, cerchiamo di tenere tutto sotto controllo, dimenticando che la vera soluzione è stare ai piedi di Gesù. L’ansia non risolve nulla. Ci toglie pace, ci prosciuga di energie e, se la lasciamo crescere, ci travolge. Gesù ci ricorda: “E chi di voi può, con la propria ansietà, aggiungere un’ora sola alla durata della sua vita?” (Matteo 6:27). Allora, qual è la soluzione? La Bibbia è chiara: “Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche.” (Filippesi 4:6). Non sprecare energie preoccupandoti. Prega.
Meditazioni precedenti
Ti ho supplicato con tutto il cuore...
(Salmo 119:58)
Ricevere l’aiuto e l’approvazione di Dio per un breve istante vale più di una vita intera trascorsa a lottare. È stato il favore di Dio a far diventare Ruth, vedova indigente, la moglie del ricco Boaz. Il favore di Dio rese Ester una regina, in grado di salvare il popolo Ebraico. Camminando col favore di Dio, vedrai nuove opportunità aprirsi davanti a te, le persone giuste ti verranno incontro, scoprirai idee, strategie e risorse in luoghi inaspettati. Significa forse anche che non incontrerai opposizione? No, la incontrerai. Se fai qualcosa che vale, devi aspettarti critiche severe da parte di chi non conosce i segreti del progetto di Dio per la tua vita. Ma è scritto nella Bibbia: "Il cuore del re, nella mano del Signore, è come un corso d’acqua; Egli lo dirige dovunque gli piace" (Proverbi 21:1). Così come cambia la direzione di un corso d’acqua, Dio dirige il cuore delle persone in tuo favore, persone che avrebbero potuto respingerti o non notarti nemmeno. Salomone scrive: "Quando il Signore gradisce le vie di un uomo, riconcilia con lui anche i suoi nemici” (Proverbi 16:7). Di conseguenza, se qualcuno è in disaccordo con te o si oppone, tu concentrati esclusivamente sulla decisione di piacere a Dio e lascia che sia Lui ad occuparsi dei cattivi risultati. Ricorda che Dio continua l’opera da dove l’hai abbandonata. Può riversare su di te benedizioni che, umanamente parlando, non meriti e non sei qualificato a ricevere. Proprio come lo Spirito Santo ha reso Gesù in grado di compiere la missione della Sua vita, così ti darà le capacità per compiere il Suo progetto per la tua vita (leggi Luca 4:18-19). Smetti di fare il possibile per ottenere risultati secondo la tua volontà e inizia a supplicare Dio per ricevere il Suo favore. Te lo ha promesso, Egli mantiene le promesse.
Il paese che il Signore, il vostro Dio, vi dà perché lo possediate...
(Giosuè 1:11)
Quando Dio dice di averti “dato” qualcosa, significa che il tuo nome è sul titolo di proprietà. Quando ti dice di “prenderne possesso”, potrebbe significare che devi combattere per quella cosa. Se non lo fai, non riceverai quello che ti ha promesso. Proprio ora, forse, molti vivono “nella casa dei tuoi sogni” o hanno “il lavoro dei tuoi sogni”. Non averne a male! Rallegrati! Dio può fare la stessa cosa per te! Se sei stanco di parlare delle cose che non hai, alzati e perseguile. E quando saranno tue, ricordati che non è perché sei stato saggio e straordinario, ma perché Dio te le ha donate (Deuteronomio 8:18). La Bibbia scrive che Egli ci dona “tutto ciò che riguarda la vita” (2 Pietro 1:3). Ma si deve ricevere la promessa interiormente, prima di sperimentarla esteriormente. La tua sfida, ad esempio, potrebbe essere di credere in spirito di essere stato guarito prima di vedere fisicamente la guarigione. Solo perché una cosa non è Immediatamente evidente, non significa che non accadrà. Per esempio se noi chiediamo a Dio una quercia, Egli ci dà una ghianda. A questo punto pensiamo che Dio non abbia udito e risposto alla preghiera. No, la quercia è nella ghianda; è solo una questione di tempo prima che ciò che è all’interno sbocci. Qualsiasi cosa Dio ti abbia promesso, il seme è già dentro di te. Innaffialo, nutrilo e non permettere a nessuno di sradicarlo con scetticismo. In altre parole, inizia a ringraziare Dio per ciò che sta per fare nella tua vita.
Rivestire l’uomo nuovo...
(Efesini 4:24)
Quando dai spazio a pensieri sbagliati nella tua mente, potresti essere tentato di scusarti dicendo: “Che male farà?” Più male di quello che pensi! Tu diventi quello su cui ti soffermi. La Bibbia dice: “Spogliatevi del vecchio uomo... rivestitevi del nuovo” (vv. 22, 24). Probabilmente non vuoi ammettere che stai ancora indossando alcuni dei “vecchi” abiti (attitudini, passatempi e abitudini), ma la verità è che non puoi indossare nuovi abiti finché non ti sei spogliato di quelli vecchi. Inoltre non puoi appendere i tuoi vecchi vestiti in un armadio per prenderli in un giorno piovoso, o lasciarli sul pavimento e inciamparci su. Devi sbarazzartene. “Svestitevi del vecchio uomo che si corrompe con le sue passioni ingannatrici... rivestitevi del nuovo che è creato a immagine di Dio... Bandite la menzogna e parlate in verità... Non lasciate che il sole tramonti mentre voi siete ancora arrabbiati, e non fate posto al diavolo. Chi rubava non rubi più, ma si affatichi piuttosto a lavorare con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a colui che è nel bisogno. Non lasciate che nessuna parola dannosa esca dalla vostra bocca, ma solo quelle utili per edificare gli altri... Non contristate lo Spirito Santo... Sbarazzatevi di ogni amarezza, collera, rabbia, litigio e calunnia, insieme ad ogni forma di malizia. Siate benevoli e misericordiosi gli uni verso gli altri, perdonandovi a vicenda, così come in Cristo Dio vi ha perdonati” (vv. 22-32). La parola per te oggi è: è tempo di svestirti dei vecchi abiti ed indossarne nuovi.
In ogni occasione favorevole e sfavorevole...
(2 Timoteo 4:2)
Se semini nel momento sbagliato, rischi di perdere il raccolto. Perché? Perché non hai riconosciuto in quale stagione ti trovavi. Sei nella stagione delle piccole cose? Se sì, Dio dice: "Non disprezzare il giorno delle piccole cose” (Zaccaria 4:10). La ricchezza e la stabilità che provengono dalle “piccole cose” e i successi graduali, sono più resistenti e duraturi dell’instabile teatralità di chi non ha mai compreso le proprie vulnerabilità o sviluppato un reale senso di dipendenza da Dio. Se non sei sicuro in quale stagione ti trovi, chiedilo a Dio. Egli fa tutto secondo tempi e scopi prefissati. In autunno si dissoda il terreno, si rivolta la zolla erbosa, si pianta il seme, si aggiunge il fertilizzante e si aspetta il raccolto per la primavera seguente. Nel frattempo, si attende, perché il terreno che ha fornito tanto nutrimento si deve ricostituire. Il fertilizzante che emana un cattivo odore sta operando per migliorare la qualità del raccolto. Il sistema delle radici, necessario per una crescita forte e sana, si sta sviluppando. Cerca di capire: Dio ti dà grazia per la stagione in cui ti trovi, non per quella in cui eri prima o per quella in cui vorresti essere. Quando Paolo disse: “In ogni occasione favorevole e sfavorevole”, riconobbe di essere nella stagione invernale del suo ministero. Ecco perché stava trasmettendo la sua conoscenza al suo successore, Timoteo. Paolo non era risentito per il cambio di stagione. No, quando i suoi giorni da giocatore giunsero alla fine, divenne un allenatore. Perciò chiedi a Dio in quale stagione ti trovi e come renderla la stagione più produttiva della tua vita.
“Dio mio, desidero fare la tua volontà.”
(Salmo 40:8)
Ruth, la moglie di Billy Graham, una volta raccontò un episodio significativo: “Ero seduta sotto il portico mentre la tempesta si avvicinava. Il nostro vecchio pastore tedesco, un cane da guardia ben addestrato, era ai miei piedi. Sentiva il rombo dei tuoni in lontananza e correva in cortile, abbaiando come se volesse fermare la tempesta. Quando il temporale passò, tornò soddisfatto, convinto di averlo cacciato via. Era stato addestrato per compiti importanti: ricerca e salvataggio, protezione e obbedienza. Sapeva attaccare se necessario, ma il suo vero valore non stava nell’aggressività, bensì nella sua capacità di ascoltare e ubbidire. Un cane che ignora i comandi non è solo fastidioso, ma può diventare un pericolo. L’ubbidienza, invece, lo rende una vera gioia. Non è così anche con Dio e i suoi figli? Alcuni sono sempre pronti ad attaccare, a combattere, a discutere. Altri si dedicano a cercare e salvare chi è perduto. Ma ciò che dà più piacere al Signore è un cuore pronto a ubbidire. L’obbedienza non è una gabbia, ma un’espressione di fiducia e amore. È poter dire con sincerità: “Dio mio, desidero fare la tua volontà.” (Salmo 40:8). Questo è il segno più alto della maturità spirituale, il vero traguardo della nostra crescita in Cristo. Nulla dà più gioia a Dio di un figlio che sceglie di seguirlo con tutto il cuore.”
Chi presiede, lo faccia con diligenza...
(Romani 12:8)
Come fai a sapere di avere il dono della “conduzione”? Perché saprai dove Dio vuole che tu vada e sarai in grado di mostrare agli altri il valore di venire con te. Ci sono molte persone di talento che non sono mai diventate conduttori efficaci. Perché? Perché sono più interessate a loro stesse che a coloro che conducono. La cosa interessante, però, è che una volta che essi passano attraverso la scuola dell’esperienza, sono più sensibili ai bisogni degli altri. Ma i buoni conduttori non aspettano che ciò accada. Loro si rendono conto che di idee ce ne sono a bizzeffe, ma le persone che le possano implementare non hanno prezzo. L’allenatore di calcio leggendario Orso Bryant era solito dire: “Sono solo un aratro a mano dell’Arkansas, ma ho imparato a tenere insieme una squadra. A sollevare verso l’alto alcuni uomini, a calmarne altri verso il basso, fino a quando finalmente hanno avuto un unico battito cardiaco. Ci sono solo tre cose che dico sempre: “Se qualcosa va male, l’ho fatta io. Se va bene, l’abbiamo fatta noi. Se qualcosa va veramente bene, allora l’avete fatta voi.” Quando hai iI dono della conduzione, sarai anche avvicinabile. Non perderai le staffe, non lascerai che problemi minori avvelenino la tua prospettiva, e metterai ogni fetta di critica tra due strati di lode. Robert Louis Stevenson disse: “Tieni le tue paure per te stesso, ma condividi il tuo coraggio con gli altri.” Ci sono persone che ti strappano via il cuore e persone che te lo rimettono a posto. L’apostolo Paolo è stato un conduttore: “lo ringrazio il mio Dio di tutto il ricordo che ho di voi... a motivo della vostra partecipazione al Vangelo” (Filippesi 1: 3-5). Questo è il tipo di conduttore che dovresti aspirare di essere.
Convinci, rimprovera, esorta...
(2 Timoteo 4:2)
Quando hai bisogno di accettazione e approvazione, finisci per essere controllato da parte di coloro che dovresti condurre. L’apostolo Paolo lo ha riconosciuto. Ecco perché ha istruito Tito: “Parla di queste cose, esorta e riprendi con piena autorità. Nessuno ti disprezzi.” (Tito 2:15). La paura di provocare sconvolgimenti nei ranghi, rende insicuri i conduttori che agonizzano sulle decisioni e si assumono la responsabilità per le reazioni emotive altrui. Non si rendono conto che quando si sta facendo quello che andrebbe fatto e gli altri non sono d’accordo, questo è un loro problema, a meno che tu non lo faccia diventare tuo. Un conduttore maturo si occupa della delusione e mantiene un giusto atteggiamento; è disposto ad ascoltare la musica anche quando non gli piace la melodia. Pensa: quando avverti i tuoi bambini di non mettere la mano su una stufa calda, non è una tua responsabilità di fargli piacere quanto detto, giusto? Speri che, man mano che maturano, capiscano. Ma la verità è che ad alcune persone non piace sentire la parola “no”, a prescindere da quanto siano grandi! Ma tutti abbiamo bisogno di sentirlo di tanto in tanto. In caso contrario, non saremo mai felici di ottenere qualcosa di diverso dalla propria strada, e questo significa o non arrivare da nessuna parte, o mettersi nei guai. L’apostolo Paolo, che stava addestrando Timoteo per la conduzione, gli disse: “Convinci, rimprovera, esorta con ogni tipo di insegnamento e pazienza." Correggi le persone quando sbagliano, rimproverali quando sono testardi, incoraggiali quando sono in lotta, sii paziente quando imparano e crescono, e assicurati che le istruzioni sono chiare e comprensibili.” Questo è ciò che fanno buoni conduttori e l’unico modo per impararlo è farlo.
Grande è la franchezza che uso con voi...
(2 Corinzi 7:4)
Quando le persone si sentono "usate" cominciano a ritirarsi, ma quando si sentono apprezzate ti seguiranno ovunque. L’apostolo Paolo, uno dei più grandi conduttori di tutti i tempi, ha detto ai fedeli di Corinto: “Grande è la franchezza che uso con voi e molto ho da vantarmi di voi; sono pieno di consolazione, sovrabbondo di gioia in ogni nostra tribolazione” (verso 4). Egli è stato il loro più grande sostenitore. Non ha solo corretto, ha confortato. Egli non solo ha affinato, ha rafforzato tutte le caratteristiche di grande conduttore. I buoni conduttori: (1) Sono coerenti. Essi danno il buon esempio passando dalle parole ai fatti, così che tutti sappiano che ciò che è sentito dal fondo è praticato dall’alto. (2) Danno voce al loro apprezzamento, rendendosi conto che la gente ha bisogno di sapere che è una parte importante della squadra e della visione. (3) Ascoltano sempre i suggerimenti, le opinioni, le preoccupazioni e le idee. Essi non pregiudicano e non sono sprezzanti. L’autrice Betty Bender ha detto: “è un errore circondarsi solo di persone come te. Butta via il piumino caldo e sostituiscilo con la folle trapunta di persone diverse e fantasiose. Poi guarda esplodere le idee!” (4) Non vedono le persone come fossero statistiche. L’imprenditrice Mary Kay Ash ha detto: “P & L non significa ‘profitto e perdita’ significa ‘gente e amore’ (in inglese people and love).” (5) Spiegano il perché, a loro, piacciono le cose fatte in modo specifico. Riducono gli errori e il risentimento che può derivare dal sentirsi “in ordine.” La statista Clarence Francis ha detto: “Si può comprare il tempo di un uomo e la presenza fisica in un determinato luogo... Ma non si può comprare l’entusiasmo, l’iniziativa, la lealtà e la devozione dei cuori, delle menti e delle anime. Bisogna guadagnarsi queste cose."
Tu non puoi farcela da solo
(Esodo 18:18)
Il presidente Theodore Roosevelt una volta disse: “Il miglior dirigente è colui che ha il buon senso di scegliere gli uomini giusti per fare quello che vuol fare, e autocontrollo per evitare di mischiarsi a loro mentre lo fanno.” La linea di fondo è che a meno che tu non impari a delegare, la tua conduzione si deteriorerà e la tua visione ristagnerà. Nel libro dell’Esodo, Mosè si stava logorando fisicamente, emotivamente e spiritualmente nel tentativo di tenere il passo con le esigenze di due milioni d’israeliti e di essere “l’uomo risposta” ad ogni problema. Questo fino a quando suo suocero gli disse: “Tu non puoi farcela da solo. Ascolta la mia voce; io ti darò un consiglio.” (versi 18-19). Ci vuole saggezza, maturità, e umiltà nel chiedere aiuto. Ed è un segno di forza, non di debolezza. È difficile venire a patti, per noi che siamo orgogliosi della nostra capacità di “fare tutto”. La verità è che ciò che stava facendo Mosè, non era né un bene per lui, né per le persone che dipendevano da lui. In qualità di conduttore è facile sovrastimare la propria importanza e competenza. Ecco perché l’apostolo Paolo ammonisce: “Dico quindi a ciascuno di voi che non abbia di sé un concetto più alto di quello che deve avere, ma abbia di sé un concetto sobrio” (Romani 12:3). Dio ha messo delle persone intorno a te che hanno determinati doni e talenti. Quando riconosci e coinvolgi queste persone, loro si sentono soddisfatte e il lavoro viene fatto bene. Dio ci ha creati per essere interdipendenti, non indipendenti. Delegare l’autorità alle persone giuste, rafforzò Mosè nel compito di guidare come Dio comandava. Quando provi ad essere “tutto per tutti,” finisci con l’essere frustrato. Non sei chiamato a fare tutto, ma a fare attraverso gli altri. Questo è condurre.