Meditazioni
Tratte dal calendario “Parole di Vita”. Buona meditazione.
366 meditazioni — pag. 37/37
27
agosto
2025
IL DONO PIù GRANDE
Poiché un fanciullo ci è nato, un figlio ci è stato dato
(Isaia 9:5)
Cristo è il mirabile dono di Dio all’umanità. L’Onnipotente, per riparare al danno causato dal peccato, non ha azzerato il creato, formando un'altra terra ed un altro uomo, ma ha manifestato la Sua generosità donando il Suo Figliuolo, mentre Gli eravamo nemici. Gesù si è abbassato fino a noi, prendendo “forma di servo”. Per questo, ora in Cristo ci è stata provveduta ogni cosa, ogni grazia e benedizione: "Colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma l’ha dato per tutti noi, come non ci donerà egli anche tutte le cose con lui?" (Romani 8:32). Hai ricevuto nel tuo cuore, nella tua vita questo dono ineffabile? Proprio oggi, Dio ti offre gratuitamente la possibilità di entrare a far parte della Sua famiglia, quale figlio, mediante la vita di Cristo donata per te. Riconosciti bisognoso, fidati di Lui e invoca il Suo nome, ora.
Meditazioni precedenti
Attirami a te! Noi ti correremo dietro!
(Cantico dei cantici 1:4)
Il versetto di oggi è, per applicazione spirituale, la supplica di chiunque si sente lontano da Cristo. Questa lontananza non è certamente colpa di Dio, raramente è colpa degli altri, quasi sempre nostra. Per diverse ragioni, dalle più indegne alle più (apparentemente) innocue, capita di trovarsi o di sentirsi lontano dal Signore, perfino al credente più consacrato. In tali momenti, essendo più esposti al dubbio e allo sconforto, bisogna puntare gli occhi su Cristo e, confidando nella Sua grazia, invocare il Suo nome per essere attratti sotto le Sue ali possenti. Disponiti ad ascoltare la Parola di Dio con cuore contrito, ma ben disposto. Mentre avverti che la tua indegnità ti trattiene lontano dalla Sua santità, sii pronto a cogliere ogni segno della Sua bontà. Non importa se sei lontano da sempre o da poco tempo, conta che tu, oggi, sia con Cristo, vicino al Suo cuore e lontano dal male, dal peccato.
Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret? Filippo gli rispose: Vieni a vedere
(Giovanni 1:46)
I pregiudizi umani sono possibili anche nella Chiesa del Signore, ma vanno deposti affinché non ne condizionino la crescita e l’efficacia. L’apostolo Paolo fu criticato per l’aspetto fisico, Timoteo per la sua gioventù. Presti scarsa attenzione alla Parola di Dio, predicata dai Suoi servi, a causa di futili impressioni? È giusto che "parlino due o tre profeti e gli altri giudichino", ma senza rigettare a priori tali manifestazioni spirituali per il fatto che non si ha simpatia per chi parla, emettendo un giudizio precostituito contro qualcuno, invece di valutare serenamente i doni di Dio. Pietro fu liberato dal pregiudizio sui pagani riconoscendo "Che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone" (Atti 10:34). Riguardo a Cristo si può ben dire: "Non giudicherà dall’apparenza, non darà sentenze stando al sentito dire" (Isaia 11:3).
Poiché c'è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo
(1 Timoteo 2:5)
Come si può essere salvati? A questo interrogativo l’uomo di ogni tempo si è dato tante e diverse risposte. Per alcuni la salvezza vuol dire abbracciare un credo religioso, non importa quale, e cercare di vivere conformemente ai suoi insegnamenti. Per altri la salvezza è il frutto di una condotta esemplare. Per altri ancora significa frequentare una chiesa, professare una religione. Più ci si dedica a fare del bene, incontrare le necessità di chi soffre, e più si può essere certi della propria giustizia dinanzi a Dio. La Bibbia, però, insegna che nessuna di queste vie può, in alcun modo, portare perdono dei peccati e vita eterna. L'Evangelo presenta un solo vero Dio ed un unico Mediatore, senza altri intermediari. L’unico in grado di redimere l’uomo, è Cristo Gesù, il Signore. Egli può salvare pienamente quanti si accostano a Dio per mezzo di Lui, perché con la Sua morte ha subito la condanna che spettava ad ogni uomo a causa del peccato: "Non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti 4:12).
Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei con me
(Salmo 23:4)
Davide, semplice pastore di greggi in gioventù, si paragona ad una pecora che, ancor prima di sentirsi al riparo nell’ovile o in un recinto, percepisce la massima sicurezza nel momento della prova, sotto lo sguardo del Sommo Pastore divino. Possiamo trovarci in situazioni di malattia o di estremo pericolo, nelle quali tutto può far pensare che i nostri occhi debbano chiudersi e la nostra vita, sotto la luce di questo sole, stia per concludersi. Questo versetto c’incoraggia ad avere fiducia nella sicura "compagnia" di Cristo, che sta al nostro fianco e vigila incessantemente su noi. Certamente il Signore accompagnerà i redenti anche quando passeranno per quel brevissimo "tunnel" che è la morte fisica, mentre il loro spirito entrerà nel riposo celeste nell’attesa della risurrezione. Tuttavia, la fine della nostra esistenza terrena non è affatto lasciata al caso né è sottratta alla Sovrana volontà del Redentore.
Ma egli, essendo pieno dello Spirito Santo, fissati gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio
(Atti 7:55)
Stefano, ripieno di Spirito Santo, durante il suo martirio, fu in grado di restare in comunione con Dio rivelando un amore unico verso il prossimo, pur essendo pressato da fremiti ostili e minacciosi. La pienezza dello Spirito Santo mantiene il nostro essere profondamente colmo della presenza di Dio nelle situazioni più diverse ed avverse. Una tale pienezza t’aiuta a non deprimerti, quando sei incompreso e maltrattato, e a continuare a guardare in alto, verso il Padre celeste che ti ama. Per questo Stefano, in un’ora così ardua, ricevette la visione gloriosa della potenza e della grazia di Dio, garanzia della sua salvezza eterna. Egli, primo martire della chiesa, vide la gloria del Signore nel cielo, mentre Lo glorificava sulla terra. L’esempio di oggi rivela una verità rassicurante: nulla di male e di negativo potrà amareggiare il tuo cuore se è pieno della Grazia, dell’amore e dello Spirito di Dio. E tu, perché non chiedi questa pienezza gloriosa?