Lunedì
11 Maggio 2026
Io non lo sapevo (Genesi 28:16)
“ACCORGERSI” DELLA PRESENZA DI DIO
Una notte, Giacobbe ebbe un sogno. Vide una scala che si alzava verso il cielo, con angeli che salivano e scendevano, e Dio gli parlava, dicendo: “Io sono con te e ti proteggerò ovunque tu vada” (v.15). Al risveglio, Giacobbe disse: “Il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo.” Potresti trovarti nella stessa situazione: magari Dio è all’opera nella tua vita, ma non te ne accorgi. Giacobbe non aveva percepito la Sua presenza, era distratto dalla sua situazione. Un cespuglio che brucia senza consumarsi potrebbe sembrare una scena comune nel deserto arido, ma quello era un segno di Dio che parlava a Mosè. Quando Mosè si fermò e si avvicinò, Dio lo chiamò (Esodo 3:4). Anche nella tua quotidianità, Dio può manifestarsi in modo straordinario, ma devi essere aperto e pronto a riconoscerlo. Come scrive William Barry: “Che ne siamo consapevoli o no, incontriamo Dio in ogni momento della nostra vita… Lui cerca di attirare la nostra attenzione, di guidarci in una relazione consapevole”. Non possiamo mai sapere dove o come si manifesterà Dio, o attraverso chi parlerà. Maria Maddalena, ad esempio, non riconobbe Gesù risorto, pensando che fosse il giardiniere. Paolo ci esorta: “Risvegliati, o tu che dormi” (Efesini 5:14). Potresti essere “risvegliato” da una guarigione miracolosa, da una relazione restaurata, o anche da un problema serio. Non cercare Dio solo nelle tue vittorie; cercalo anche nei momenti di difficoltà. Il teologo Frederick Buechner ha scritto: “La presenza di Dio è il fatto più ordinario, che ci lascia la libertà di riconoscerlo o meno”.
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