Cosa ti viene in mente quando pensi alla parola “devozione”? Regole religiose? Cristiani che ti puntano il dito dicendo: “questo non si fa”? Non c’è da stupirsi se le persone ci evitano. È possibile essere devoti nella nostra società contemporanea? Oppure bisognerebbe tornare ai giorni de “La Casa nella Prateria” per essere devoti? Il fatto è che la devozione non è una cultura, è un’attitudine interiore. Ha poco a che fare con l’aspetto di una persona (anche se è spesso difficile andare oltre le apparenze) o con l’auto che guida. Non ha niente a che fare con le nostre preferenze personali o con gli standard che alcuni di noi vorrebbero imporre agli altri. La Bibbia dice: “L’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al cuore” (1 Samuele 16:7). La devozione è un lavoro interiore. E più ci pensi, più ti convinci che una persona veramente devota è quella il cui cuore è sensibile a Dio, che prende Dio e la Sua Parola sul serio e che desidera più di Lui. Davide gridava: “L’anima mia è assetata di Dio”. Ecco, puoi essere ricco o povero, giovane o vecchio, di città o di provincia, un leader o un seguace, estroverso o silenzioso, sposato o single, di destra o di sinistra. Niente di ciò conta davvero. Quello che conta è il desiderio di conoscere Dio intimamente, obbedirGli, e camminare con Lui. Quindi fatti questa domanda: “Voglio essere devoto?” E se non ti piace la risposta, scendi sulle tue ginocchia e chiedi a Dio di cambiare il tuo cuore e la tua attitudine.
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Meditazione del 03 febbraio 2026 L’anima mia è assetata di Dio... (Salmo 42:2)CHE COS'È LA DEVOZIONE A DIO?Cosa ti viene in mente quando pensi alla parola “devozione”? Regole religiose? Cristiani che ti puntano il dito dicendo: “questo non si fa”? Non c’è da stupirsi se le persone ci evitano. È possibile essere devoti nella nostra società contemporanea? Oppure bisognerebbe tornare ai giorni de “La Casa nella Prateria” per essere devoti? Il fatto è che la devozione non è una cultura, è un’attitudine interiore. Ha poco a che fare con l’aspetto di una persona (anche se è spesso difficile andare oltre le apparenze) o con l’auto che guida. Non ha niente a che fare con le nostre preferenze personali o con gli standard che alcuni di noi vorrebbero imporre agli altri. La Bibbia dice: “L’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al cuore” (1 Samuele 16:7). La devozione è un lavoro interiore. E più ci pensi, più ti convinci che una persona veramente devota è quella il cui cuore è sensibile a Dio, che prende Dio e la Sua Parola sul serio e che desidera più di Lui. Davide gridava: “L’anima mia è assetata di Dio”. Ecco, puoi essere ricco o povero, giovane o vecchio, di città o di provincia, un leader o un seguace, estroverso o silenzioso, sposato o single, di destra o di sinistra. Niente di ciò conta davvero. Quello che conta è il desiderio di conoscere Dio intimamente, obbedirGli, e camminare con Lui. Quindi fatti questa domanda: “Voglio essere devoto?” E se non ti piace la risposta, scendi sulle tue ginocchia e chiedi a Dio di cambiare il tuo cuore e la tua attitudine.